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C’era una volta…

Prima della guerra, il terreno di contrada Santa Maria a Marsala valeva poco o niente. Era un’enorme distesa di ‘cuti’ (ciottoli in siciliano), difficilissimo da coltivare ed utilizzato solo per produrre alcune sementi. Quando durante la Seconda Guerra Mondiali i soldati lo scelsero e lo presero per allestire un campo militare e piazzarvi i loro armamenti nessuno ebbe da ridire. Ma fu proprio la guerra a fare la fortuna di quella terra. O meglio le bombe sganciate dagli aerei che distrussero il campo militare sottostante. La potenza di fuoco degli ordigni aerei spazzò via non solo i nemici accampati in quella zona, ma anche le pietre che ne ricoprivano il terreno.
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Da allora, fra le ‘cuti’ di contrada Santa Maria si coltiva la vigna. Un vitigno autoctono, aspro e determinato, come la terra dalla quale prende nutrimento: lo zibibbo. E quelle pietre tanto odiate dai contadini di un tempo oggi sono la risorsa principale di quella zona: sono loro infatti a mantenere umido il terreno nei lunghi periodi di siccità e a prendersi dunque cura delle vigna quando ai Mannirà rimane poco o nulla da fare contro il caldo e l’afa delle infinite estati siciliane.
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Finita la Seconda Guerra Mondiale, i fratelli Angelo e Peppino Mannirà tornano a casa sani e salvi. L’Italia era uscita in ginocchio dal conflitto e la Sicilia era lontanissima dal resto del mondo. Per i fortunati giovani tornarti incolumi dalla guerra l’unica prospettiva utile era coltivare la terra. Cominciano così come braccianti a giornata prima, e come affittuari di pezzi di latifondi affidati dai signori di allora poi. Erano gli anni ’50 , le cose cominciano a girare per il verso giusto e i due fratelli riescono ad acquistare parte dei terreni che fino a quel momento avevano lavorato per conto di altri. Angelo mette su famiglia e aggiunge alle sue proprietà quelle della moglie. Peppino rimane celibe e alla sua morte, lascerà i suoi averi ai nipoti.
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A proseguire le orme di suo padre Angelo, coltivando le proprietà di famiglia e incrementando i fondi agricoli dei Mannirà sarà il figlio Michele, instancabile lavoratore e grande appassionato della terra e dei suoi frutti. Grazie alla sua determinazione lungimiranza, sommati alle proprietà del suocero Tommaso Maggio, è riuscito a trasmettere ai suoi figli Davide e Tommaso, la passione per il vino e il rispetto per la terra che lo produce.
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Oggi l’azienda vitivinicola Mannirà si estende su una superficie complessiva di oltre 50 ettari di terreno tra i comuni di Marsala e Mazara. Le coltivazioni, esclusivamente biologiche, riguardano i vitigni autoctoni siciliani: frappato e pignatello per i vini rossi, zibibbo, grillo, catarratto e insolia per i bianchi. Dei 100 quintali di uva ad ettaro prodotti solo una piccola parte viene vinificata e imbottigliata. A riprova dell’amore della passione e della cura che Tommaso e Davide Mannirà mettono nella produzione del loro vino, assolutamente Bio e senza solfiti aggiunti.
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Sotto gli occhi esperti ed attenti di papà Michele, Tommaso e Davide producono anche olio extravergine d’oliva e grani antichi. Un’azienda in crescita, pronta a scoprire ed investire in nuove scommesse e produzioni esclusive e di nicchia. Senza mai perdere di vista il rispetto e l’amore per le terra, la famiglia e le sue tradizioni.