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Oro dei Mille - Marsala

Oro dei Mille Tipo di vino Marsala Superiore D.O.C. V.Q.P.R.D.
Numero di bottiglie anno 3.000
Comune di produzione Marsala
Uve Grillo e Catarratto
Tipologia del terreno calcareo, alt. 150m s.l.m.
Resa per ettaro 80 q.li di uve pari a 60 hl di vino
Sistema di allevamento controspalliera a guyot
Densità d'impianto 4.000-5.000 piante per ettaro
Vendemmia manuale, ritardata a fine Settembre, primi di Ottobre per ottenere una concentrazione zuccherina molto elevata
Tecnica di vinificazione spremitura media delle uve e fermentazione a bassa temperatura controllata
Concia aggiunta al vino base 15 % vol. di alcol di vino e di mosto cotto in piccola quantità
Gradazione alcolica 18 % Vol.
Temperatura di servizio 16 - 18 °C
Affinamento in botte di rovere di Slavonia per oltre 5 anni ed in bottiglia per almeno 6 mesi
Caratteristiche organolettiche colore dorato, con sfumature ambrate, profumo delicato e sapore caldo e vellutato. Retrogusto di carrubba. Secco
Abbinamenti ottimo vino da dessert e da meditazione, si accompagna a dolci e frutta secca
Bicchiere consigliato a calice ampio tipo "Ballon"
Confezionamento bottiglia da 75 cl - Cofanetto di legno da 6 bottiglie
 



Il Marsala

La storia racconta di un mercante Inglese, John Woodhouse, che trovandosi a Marsala ne scoprì il vino locale e decise di inviarlo nella sua patria e da lì iniziò la storia del grande vino   di Marsala. 
Dopo periodi di alterne vicende e fortune, la vera svolta per il Marsala avvenne nel 1773 quando il mercante Inglese John Woodhouse  fu costretto ad attraccare la sua nave Elizabeth nel porto di Marsala. 

Dopo una visita alle locali taverne, Woodhouse assaggiò il vino che si produceva in questa città e subito comprese le similitudini con gli altri celebri vini dell'epoca e che tanto successo avevano in Inghilterra. 
La sua abilità di mercante gli fece capire che da quel vino poteva ricavare ingenti profitti. 

Con molta probabilità il vino che assaggiò Woodhouse era il celebre Perpetuo - il padre del moderno Marsala - un vino invecchiato in botte per oltre 40 anni e che si prelevava direttamente dalla botte, provvedendo a colmare la quantità mancante con altro vino invecchiato. 

Il pittore Pier Paolo Rubens, affascinato da questo particolare vino, al termine del suo lungo soggiorno in Italia - fra il 1600 e il 1608 - portò il Marsala con se ad Anversa. Bisognerà attendere fino al 1832 per vedere entrare in scena nel mondo del Marsala un Italiano quando Vincenzo Florio decise di investire nel vino e lo fece puntando tutto su quel nuovo vino che somigliava tanto al celebre Madera. Fondò il suo stabilimento fra quelli di Woodhouse e Ingham, e il suo successo fu tale che ben presto riuscì ad acquisire lo stabilimento Ingham.

Dopo un lungo periodo di successi, testimoniato anche dalle preferenze di personaggi illustri come l'ammiraglio Orazio Nelson e Giuseppe Garibaldi, il Marsala conosce nel corso del 1900 un progressivo decadimento che ne cancellò completamente l'alta fama e qualità. Da vino prezioso diventa un vino da essere considerato, nella migliore delle ipotesi, adatto solamente alla cucina, frutto di scelte produttive errate e di deprecabili speculazioni. Sarà solamente dopo gli anni 1980 che il Marsala raggiungerà ancora gli alti livelli del passato, riconsegnando alla gioia degli appassionati un grande, grandissimo vino, unico ed emozionante come pochi altri.